Salute Medicina


Vai ai contenuti

Menu principale:


Cos'è il lattato

Valutazione funzionale


Dott. Giovanni Posabella
Medico Chirurgo
Specialista in Medicina dello Sport
Medico esperto in Omotossicologia


Lattato nello sport


Determinare il lattato presente nel muscolo è possibile sia con metodo cruento, biopsia muscolare o con l'applicazione di sensori nel muscolo, sia indirettamente con metodo incruento RMN.
L'alternativa di gran lunga piu' pratica e collaudata per lo studio del lattato è l'analisi del lattato ematico.
Il prelievo di sangue può essere effettuato attraverso una vena superficiale (sangue venoso), attraverso un'arteria (sangue arterioso),o attraverso i polpastrelli delle dita o i lobi delle orecchie (sangue capillare).
Recentemente in fisiologia e in medicina dello sport il lattato ematico è diventato una variabile da misurare abitualmente tanto quanto la frequenza cardiaca; questo è dovuto sia alla facilità nel racogliere i campioni di sangue capillare ed alla migliorata precisione dei metodi micro-analitici , che alla capacità predittiva e valutativa collegata alle variazioni della lattacidemia con l'attività fisica.
A riposo nel muscolo (peso secco ) vi è una concentrazione di lattato di 1.5 mM/kg di muscolo con livelli ematici di circa 0.8-1 mM/L; mentre dopo sforzo sono state rilevate concentrazioni muscolari anche superiori a 40 mM/kg convalori ematici di 20-25 mM/L.
Senza dubbio da un punto di vista metodologico quello che crea meno problemi per la determinazione del lattato è il prelievo di sangue capillare dal polpastrello delle dita o dal lobo auricolare.
Con una lancetta è possibile creare una minilesione sul margine del lobo dell'orecchio o sul dito, previa un'accurata pulizia della zona di prelievo, e raccogliere con facilità attraverso un capillare di vetro tarato la quantità di sangue necessaria per la determinazione del lattato.
Se è importante mantenere il gemizio di sangue per tempi piu’ lunghi si può ricorrere all'utilizzo di lancette eparinate; cosicché è possibile procedere anche a piu' prelievi nel tempo senza creare ulteriori fastidi al soggetto sottoposto a prelievo.
Un errore a cui si puo' andare facilmente incontro, è l'inquinamento da sudore, che contiene anche grandi quantità di ac. lattico, per cui è importante procedere ad una accurata detersione della zona prima della raccolta ematica.
Una volta raccolto il sangue con il capillare è importante "fissare" l'ac. lattico, perchè questo tende ad aumentare nel tempo ad opera del metabolismo dei globuli rossi.
Il metodo di fissaggio idoneo è in funzione sia del tempo di conservazione del campione sia del metodo che sarà utilizzato per eseguire l'analisi, i tempi di conservazione vanno da poche ore a giorni se associate a tecniche di refrigeramento.
Con il prelievo di sangue capillare la scelta del lobo rispetto al dito è funzione del tipo di test o di sport praticato, bisogna curare le norme di buona pratica igienica detergendo e pulendo sempre la zona del prelievo prima di ogni raccolta ematica (per evitare inquinamento del campione) e trattare adeguatamente il campione con un deproteizzante e/o un emolizzante o un "fissante" il lattato a seconda delle metodiche analitiche utilizzate.
I tempi di raccolta ematici vanno standardizzati
I valori medi di lattato ematico a riposo sono di circa 1 mM (1.16 mM con una deviazione standard di 0.41 mM).
I valori sopramenzionati possono subire delle oscillazioni piu'o meno ampie, in funzione dell'intensità del riscaldamento effettuato.
Procedendo ad una raccolta di campioni ematici a intervalli regolari sia durante la prova che a partire dalla fine del test, è possibile costruire la curva della lattacidemia con l'individuazione tra l'altro del picco di lattato, cioé della massima concentrazione di lattato,e valutare i tempi di smaltimento del lattato durante il recupero.
Di regola il picco del lattato, si ottiene alcuni minuti dopo la fine dell'esercizio, quando viene raggiunto un equilibrio tra gradiente del lattato interstiziale e quello ematico; questo equilibrio è condizionato dall'intensità , dalla durata della prova eseguita e dalle masse muscolari del soggetto.
Attività sportive di tipo aerobico il picco di lattato sarà vicino al termine della prestazione; nelle attività di tipo massimale il picco di lattato sarà ritardato.
Per quello che riguarda le gare, si può affermare che prestazioni di gara che variano da uno a cinque-sei minuti presentano un picco di lattato intorno al 4°-5° minuto di recupero, gare di lunga durata entro il 1°-2° minuto di recupero e gare di pochi secondi tra il 5° ed il 10° minuto di recupero.
La gara è sicuramente la situazione ideale per valutare la potenza e la capacità lattacida dell'atleta.
Nelle prestazioni di breve durata la potenza lattacida può essere anche un indice della possibilità di utilizzo di fibre muscolari a contrazione veloce soprattutto rispetto allo stesso soggetto come spia degli adattamenti indotti dall'allenamento.
Recentemente in fisiologia e in medicina dello sport il lattato ematico è diventato una variabile da misurare abitualmente tanto quanto la frequenza cardiaca; questo è dovuto sia alla facilità nel raccogliere i campioni di sangue capillare ed alla migliorata precisione dei metodi micro-analitici , che alla capacità predittiva e valutativa collegata alle variazioni della lattacidemia con l'attività fisica
Il prelievo di sangue può essere effettuato attraverso una vena superficiale (sangue venoso), attraverso un'arteria (sangue arterioso),o attraverso i polpastrelli delle dita o i lobi delle orecchie (sangue capillare).
A riposo nel muscolo (peso secco ) vi è una concentrazione di lattato di 1.5 mM/kg di muscolo con livelli ematici di circa 0.8-1 mM/L; mentre dopo sforzo sono state rilevate concentrazioni muscolari anche superiori a 40 mM/kg convalori ematici di 20-25 mM/L.
Le informazione più utili si hanno:
- dopo una gara o dopo un test portato atermine on il massimo impegno
- nel corso e/o dopo prove di allenamento eseguite a ritmi stabiliti
Ci indicano variazioni nei confronti di quelli rilevati in passato, sono molto utili nella programmazione dell’allenamento e nella scelta dei ritmi gara
Dopo una competizione possiamo misurare:
- il valore più alto di lattato dopo la gara (picco di lattato)
- l’andamento della concentrazione di lattato nella fase di recupero
Valutazione della capacità di smaltimento del lattato stesso
Attività sportive di tipo aerobico il picco di lattato sarà vicino al termine della prestazione; nelle attività di tipo massimale il picco di lattato sarà ritardato.
Per quello che riguarda le gare, si può affermare che prestazioni di gara che variano da uno a cinque-sei minuti presentano un picco di lattato intorno al 4°-5° minuto di recupero, gare di lunga durata entro il 1°-2° minuto di recupero e gare di pochi secondi tra il 5° ed il 10° minuto di recupero.
La gara è sicuramente la situazione ideale per valutare la potenza e la capacità lattacida dell'atleta.
Misurazioni di lattato in allenamento o durante i test
Per conoscere alcune caratteristiche fisiologiche dell’atleta: soglia anaerobica e efficienza di alcune componenti lattacide
Per avere dati più sicuri su quello che l’atleta è in grado di fare in gara
Per capire se l’atleta si sta allenando con la giusta andatura
Capire qual’è l’intensità adatta per ottenere un certo tipo di miglioramento fisiologico
Misurazioni di lattato in allenamento
Si può valutare il lattato dopo una sola prova eseguita con impegno massimale (picco del lattato, andamento del lattato nella fase di recupero)
Si può valutare il lattato dopo una prova ad intensità ben definita (per verificare il meccanismo anaerobico lattacido o per verificare se l’allenamento viene condotto correttamente)
Valutare il lattato nel corso di una serie di prove (ad intensità uguale o crescente) ed al termine di esse

Home Page | Chi siamo | Servizi dei professionisti | Omotossicologia e omeopatia | Estetica | Visita di idoneità sportiva agonistica | Alimentazione | Valutazione funzionale | Valutazione della composizione corporea | Sovrallenamento e sovraffaticamento | Patologie nel ciclismo | I meccanismi energetici | Donne e ciclismo | Test Vo2 | Lattato | Pseudo-anemia del ciclista | Psicologia dello sport | Ciclismo giovanile MTB | Altura e ciclismo quali vantaggi? | Libri | Integratori | Esami del sangue | Massaggio Sportivo | Come idratarsi | Come preparare una 24 h di MTB | La Piattaforma Vibrante | Occhio al peso | Punture di insetti | Colpo di calore | LINK | FOTO | Declino di responsabilià | Libri | al lavoro in bici | Mappa del sito


Responsabile Scientifico Dott. Giovanni Posabella | gposabe@tin.it

Torna ai contenuti | Torna al menu